MLB The Show 25 – Recensione
Anche quest'anno abbiamo avuto la fortuna di tornare nel diamante per realizzare la recensione di MLB The Show 25. L'ormai storica serie di Sony dedicata al baseball prosegue il suo cammino, tra innovazioni, conferme e ovviamente tantissime partite. Scegliete il vostro cappellino migliore, è ora di scendere in campo.
I tempi cambiano, lo sport no
Se pensiamo agli Stati Uniti d'America, ci sono alcuni elementi iconici che ci vengono in mente: la Statua della Libertà, gli hamburger e due sport da noi poco diffusi quali il football (inteso come NFL) e il baseball. Questi ultimi si stanno in realtà sempre più affermando anche in Europa, grazie anche a una maggior copertura mediatica. Ecco perché non stupisce che Sony abbia deciso anche quest'anno di portare in Italia il suo MLB The Show, opera dedicata alla Major League Baseball.
Lo scorso anno, il nostro Gennaro ha avuto di provare l'edizione del 2024, raccontandoci di essersi trovato di fronte non solo a un ottimo simulatore sportivo, ma a una gemma per gli amanti di questo sport. Da queste ottime basi si riparte quindi per analizzare la nuova versione del titolo, carica di innovazioni ma anche ben legata al suo passato. La prima e più importante novità riguarda però la diffusione: per la prima volta infatti MLB The Show 25 è stato pubblicato unicamente su PlayStation 5. Segno dei tempi che cambiano, ma anche di una volontà di Sony di concentrarsi su un prodotto current-gen.
Parlando invece di estetica, MLB The Show 25 rompe una “tradizione” quasi ventennale con una novità anche in copertina: Paul Skenes, Elly De La Cruz e Gunnar Henderson si dividono infatti lo spazio, segno ancora una volta di una volontà di seguire in tutto e per tutto l'evoluzione del baseball. Non a caso, infatti, il trio rappresenta il nuovo che avanza, tre giovani stelle in fase di ascesa che infiammano i cuori. Per lo stesso motivo, le modifiche a MLB The Show 25 non potevano limitarsi a questo, anche per soddisfare la fame dei giocatori.
Il gameplay di MLB The Show 25
Se è vero il detto “squadra che vince non si cambia”, è anche vero che Sony San Diego sa come mettere mano alla sua opera senza stravolgerla. Tutte le personalizzazioni e le opzioni proposte nel precedente capitolo tornano anche in questa nuova edizione. Potremo decidere in maniera autonoma come approcciarci ai vari match, cercando la strategia giusta e la miglior sinergia di squadra. Lo sport, del resto, negli anni non si è modificato: alterneremo difesa e attacco, impersonando lanciatori e battitori.
Da segnalare un'intrigante novità per questo secondo ruolo: si tratta di una funzione denominata “Ambush Hitting”, che ci permetterà di ipotizzare la zona in cui la pallina verrà lanciata. Sfruttando questa funzione, potremo piazzare strategicamente il battitore, aumentando le probabilità di colpire la pallina se avremo indovinato l'area. Ovviamente si tratta di un sistema risk-reward, in cui saremo penalizzati in caso di errore. Trattandosi di una scelta opzionale, l'abbiamo trovata comunque piacevole, soprattutto per tentare rimonte disperate.
Per il resto, siamo di fronte a una versione riveduta e corretta di MLB The Show 24: anche qui troviamo un gameplay frizzante e dinamico, che mette in mano al giocatore anche varie opzioni di accessibilità, compreso il nuovo livello di difficoltà GOAT. Nonostante questo, come in passato, entrare appieno nelle meccaniche risulta un po' farraginoso, soprattutto per i meno esperti. Padroneggiare tutte le dinamiche di squadra e di gioco al meglio richiederà svariate ore di pratica sul campo, complice anche un tutorial che (ancora una volta) non fa molto per accompagnarci.
Passato, presente e futuro
Il ricco ventaglio di modalità offerte dalla serie torna prepotentemente anche in MLB The Show 25. La carriera in singolo, denominata Road To The Show, vanta una delle aggiunte più interessanti. Stiamo parlando delle partite nelle leghe studentesche, che precedono l'esordio sui campi della Major League. I giocatori dovranno affrontare alcune partite tra high school e college (per usare la terminologia americana) dimostrando il proprio valore. Se saranno meritevoli, saranno chiamati da team rinomati e potranno tentare la scalata.
A questo si aggiunge una gestione più “ruolistica” delle statistiche, la cui evoluzione sarà ora in mano al giocatore. Questo permetterà di fatto d'indirizzare il nostro atleta verso la carriera congeniale al nostro stile. L'ambiente farà poi il resto, chiamandoci a scegliere saggiamente quale offerta contrattuale accettare. Tornano anche le Storylines, che portano indietro le lancette dell'orologio per parlarci più dettagliatamente delle Negro Leagues. Come in passato, dovremo affrontare delle sfide legate alla carriera di giocatori storici, che consentono di scoprire di più sul mondo del baseball.
Torna in pompa magna anche la modalità Diamond Dynasty, ossia la versione MLB dell'apprezzata modalità Ultimate Team (e similari). Ancora una volta, Sony collabora con Topps, un vero e proprio caposaldo delle carte collezionabili, per realizzare le figurine dei giocatori. Le novità qui sono più limitate, ma l'aggiunta di sfide in singolo in stile roguelike denominate Diamond Quest è sicuramente intrigante. Affrontandole, dovremo muoverci su una sorta di tabellone, con tanto di sfide contro dei boss. Completando le prove, riscatteremo utili bonus per la nostra squadra. L'aggiunta è inoltre perfetta per chi predilige in gioco in locale a quello in rete, possibilità comunque presente anche in MLB The Show 25.
Il comparto tecnico di MLB The Show 25
Come vi abbiamo anticipato a inizio recensione, la scelta di Sony è stata quella di abbandonare l'ormai sorpassata old-gen, concentrandosi su PlayStation 5. La base già molto buona del precedente capitolo è stata ulteriormente plasmata in MLB The Show 25, che presenta modelli poligonali dei giocatori e animazioni davvero eccellenti. Permane qualche incertezza su ciò che ci circonda, ma si tratta comunque di piccolezze che non vanno a intaccare la qualità generale di una produzione dalla qualità davvero elevata.
Ad aver subito invece una riplasmata più netta sono alcuni dei menu di gioco, richiesta che i fan avevano avanzato da tempo. Ora molte delle voci risultano più chiare e intuitive, oltre ad aver portato una ventata di freschezza nello stile dell'opera. Sempre ottima anche la fluidità generale, con il gioco che salvo piccoli rallentamenti non ha mai dato adito a critiche durante la nostra prova. Azzeccato anche il comparto audio, tra ineccepibili campionature dei suoni, rumori di fondo e colonne sonore dei menu.
Ancora una volta invece rimarrà deluso chi sperava in una possibile localizzazione in italiano. Trattandosi di uno sport meno popolare nel nostro paese comprendiamo la scelta, ma dispiace che in aggiunta a tutte le novità e migliorie non ci sia stato spazio almeno per una traduzione dei menu. Pressoché illimitata infine, come in ogni buon titolo sportivo che si rispetti, la longevità: se vi farete conquistare, MLB The Show 25 rimarrà a lungo sulle vostre console, alemeno fino al prossimo capitolo.
Il Platino di MLB The Show 25
Se siete cacciatori di trofei che amano gli sport, sarete felici di sapere che la lista di MLB The Show 25 è decisamente accessibile. Le coppe da sbloccare sono solo 26, Platino compreso, con la sorpresa di non avere nessuna richiesta legata all'online. Tutto quello che dovrete fare sarà completare le tre Storylines della Negro League e completare una serie di richieste più o meno complesse in modalità libera o nella carriera. L'assenza di sfide legate a specifiche difficoltà renderanno il compito ancora più agevole, per un Platino che può essere un vero e proprio home run.
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