Bleach: Rebirth of Souls – Recensione
Da fan di un manga di culto come Bleach, non nego di aver atteso febbrilmente il lancio di Rebirth of Souls, il titolo su cui verte la nostra recensione. La recente trasposizione anime dell'ultimo arco narrativo dell'opera di Tite Kubo ha infatti riacceso i riflettori sulle avventure di Ichigo e compagni. Confidando nel lavoro di Tamsoft Corporation, team supportato da Bandai Namco, mi sono quindi tuffato in mezzo agli Espada e agli Shinigami, pronto a lottare a suon di Bankai.
Diventa potente, se vuoi essere orgoglioso
La parentesi videoludica dei manga di successo, salvo rari casi, solitamente non è delle più rosee. Sappiamo bene che molto spesso le case produttrici puntano sull'interesse della fanbase per realizzare titoli mediocri o poco coinvolgenti. A parte le immancabili eccezioni, come l'ottimo One Piece: Odyssey o alcuni dei giochi dedicati a Naruto, il rischio è sempre quello di rimanere delusi. Fu così, almeno per me, affrontando su PlayStation 3 Bleach Soul Resurrección, gioco irrispettoso del materiale originale e soprattutto poco coinvolgente.
Da quel lontano 2011, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e con essa ben due generazioni di console. A parte un gatcha free to play d'importazione mobile, ossia Brave Souls, di Bleach non si è però più avuto più notizia su console. Ecco perché, complice l'uscita anime di Thousand-Year Blood War, non ho potuto che accogliere positivamente la notizia di un nuovo titolo dedicato. Bleach: Rebirth of Souls non si pone però il complesso obiettivo di racchiudere l'intera storia, ma si concentra sugli eventi che coinvolgono Shinigami e Arrancar, fino allo scontro con Sōsuke Aizen.
Chi ha paura di avere spoiler sugli ultimi eventi che coinvolgono la Soul Society dunque potrà stare tranquillo: con Rebirth of Souls ci troveremo davanti a volti noti e ben radicati nella menti degli appassionati. Dal protagonista Ichigo, passando per Rukia, Renji e arrivando persino al terribile Cuarto Espada Ulquiorra, gli oltre 30 combattenti sono quelli più noti e apprezzati della serie. Fin da subito, è possibile notare piccole carenze, una scelta legata alla già annunciata presenza di futuri DLC. Anche così comunque, pur non raggiungendo le dimensioni del roster di Dragon Ball: Sparking Zero, si tratta di un gruppo di tutto rispetto.
Il gameplay di Bleach: Rebirth of Souls
Il fallimento di altre formule (unitamente al buon senso, ci sembra corretto aggiungere) ha spinto Tamsoft Corporation a non tentare approcci non convenzionali. Bleach: Rebirth of Souls è un classico arena fighter, in cui i giocatori daranno vita a scontri 1v1 impersonando i personaggi più famosi del manga di Tite Kubo. I combattenti si daranno battaglia frontalmente, con possibilità di eseguire movimenti laterali ma rimanendo di fatto vincolati a una sorta di bidimensionalità. Si tratta di una formula ben nota, già vista soprattutto nei videogiochi dedicati a Naruto.
Oltre a essere calzante al tipo di gioco, questa scelta ha il merito di concentrare l'azione e rendere gli scontri sempre intensi e frenetici. Ogni lottatore è dotato di attacchi leggeri e pesanti, oltre a una skill e alla possibilità di parare. Sarà poi possibile utilizzare uno schianto per rompere la guardia e alcune tecniche speciali dall'elevato potere, che consumeranno una barra di energia. Oltre agli spostamenti laterali sarà anche possibile eseguire un rapido teletrasporto per sorprendere l'avversario.
Le battaglie si mantengono molto arcade, rese uniche dal sistema dei Konpaku. Queste altro non sono che le vite di ogni personaggio: dovremo azzerare la barra di salute ed eseguire uno speciale attacco per togliere al rivale uno o più Konpaku: il primo ad arrivare a zero subirà una sconfitta. A dare ulteriore pepe troviamo la possibilità di attivare il Bankai o uno status di trasformazione temporaneo (in base al personaggio) in grado di potenziarci in maniera esponenziale. Presente anche una barra Reverse che, come in altri picchiaduro arcade, permette di allungare una nostra combo o interromperne una avversaria. Sfortunatamente, in certe circostanze gli scambi ci sono sembrati leggermente lenti, sensazione che verrà mitigata man mano che prenderemo confidenza con il ritmo degli attacchi.
Getsuga Tenshō!
Il lavoro svolto dal team per rendere spettacolari gli scontri dà ampiamente i suoi frutti. Bleach: Rebirth of Souls è sempre divertente da giocare, con i personaggi che avranno ognuno determinate peculiarità e richiederanno approcci diversi per ottenerne il massimo. Questo vale in tutte le modalità di gioco presenti, che spaziano da una ricca campagna in singolo agli scontri contro avversari reali. In questo senso, siamo rimasti stupiti dall'assenza di scontri classificati online: potrete combattere contro altri giocatori, ma senza alcun sistema di punteggi o similari.
Il vero cuore pulsante di Bleach: Rebirth of Souls è però la campagna, che parte dalle origini del manga e copre l'intero arco degli Arrancar. La narrazione avviene mediante scene realizzate con lo stile del gioco, il che aumenta notevolmente l'immersività. Tutto si mantiene fedele all'opera originale, permettendo ai fan di ripercorrere gli eventi mentre prendono parte agli scontri più salienti. Sono presenti anche delle storie segrete, divise per gruppi, da sbloccare eseguendo azioni speciali nella campagna. A sorprendere, semmai, è che l'opera di fermi senza toccare la Thousand-Year Blood War. La presenza di costumi dedicati come bonus preorder aveva fatto ben sperare, ma la sensazione è che questa carta verrà giocata come DLC futuro.
Nonostante questa mancanza, per portare a termine tutti i capitoli dovrete impiegare una discreta quantità di ore, durante le quali avrete modo di passare senza soluzione di continuità da un combattente all'altro. Questa formula, vista anche nel già citato Dragon Ball, ha il merito di non rendere mai l'esperienza troppo monotona o noiosa, spingendo i giocatori a utilizzare al fondo il comunque non complesso combat system. La preoccupazione, semmai, può essere legata alla perdita d'interesse nell'online, il che potrebbe portare rapidamente a uno svuotamento dei server. L'assenza di funzionalità cross-platform inoltre potrebbe essere un ulteriore spada di Damocle pronta a cadere, nonostante al momento della nostra recensione trovare avversari da sfidare sia stato relativamente semplice. Intrigante invece la modalità Missioni, seppur limitata, e di un negozio in cui acquistare modifiche estetiche per la propria scheda e potenziamenti per i personaggi.
Il comparto tecnico di Bleach: Rebirth of Souls
Da lettore del manga di Bleach, uno degli aspetti che ho sempre trovato più affascinanti sono le scelte estetiche non convenzionali, come i titoli molto impattanti e uno stile spesso oscuro e per certi versi “metal”. L'anima dell'opera è stata trasportata perfettamente anche in Rebirth of Souls, grazie a una serie di scelte che rendono persino i menu di grande fascino e perfettamente calati nella realtà dell'opera. Anche le mosse dei vari personaggi e le loro trasformazioni sono state realizzate con il giusto rispetto del materiale originale, restituendo scontri visivamente incredibili.
Allo stesso modo, le arene in cui affronteremo i nostri rivali evocheranno negli appassionati tanti ricordi. Si passerà da zone urbane alla Soul Society, arrivando persino nell'Hueco mundo. Pur senza elementi interattivi, le aree sono fedeli a quelle viste nel manga e nell'anime, con anche il vantaggio di non affaticare esageratamente gli occhi, già pieni dei tanti effetti dei colpi sferrati. Altrettanto piacevole la colonna sonora, che regala tracce davvero cariche di tensione per rendere le battaglie ancora più spettacolare.
Da sottolineare che il gioco, i cui testi sono localizzati in italiano, presenta anche un doppiaggio in lingua inglese. Come di consueto avviene in questo genere di opere, chi mal digerisce questa scelta potrà passare all'audio in giapponese, per una resa finale completamente diversa. Sono inoltre presenti varie opzioni di accessibilità, che permettono di personalizzare i comandi e, più in generale, l'esperienza. In questo modo, non farete fatica ad adattare il vostro stile di gioco a questo arena fighter. Su PlayStation 5 Bleach: Rebirth of Souls risulta infine sempre molto solido a livello di gestione tecnica, senza sbavature o particolari bug e fluido anche nei momenti più concitati.
Il Platino di Bleach: Rebirth of Souls
Ben 36 sono le coppe che compongono la lista di Bleach: Rebirth of Souls, compreso uno scintillante Platino. Le sfide sono principalmente legate alle Missioni e alla Storia, segno che anche qui il team ha deciso di non focalizzarsi sull'online. Ottima notizia per i cacciatori che non amano lanciarsi in rete, anche se l'elenco cela comunque qualche insidia. Sarà necessario infatti raggiungere il livello massimo del personaggio, completare ogni missione e storia e, in generale, esplorare ogni meandro del titolo. Niente comunque d'impossibile, alla portata di qualsiasi sostituto Shinigami.
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